Tra poco in Italia uscirà il film "Fur - Ritratto immaginario di Diane Arbus" sono un po' curiosa di vedere come hanno reso e romanzato la vita di una delle più interessanti fotografe americane.
Diane Nemerov nacque nel 1923 da una famiglia molto agiata anche in un periodo difficile come il 1929, studiò arte ma si interessò alla fotografia quando diventò assistente del marito Allan Arbus con il quale aprì uno studio di fotografia di moda fino al 1959, anno in cui si separò.
Negli anni fu la voce dell'anima nera americana, a lei infatti piaceva ritrarre quegli esseri umani, quelle creature che il mondo voleva dimenticare o far finta che non esistessero.
I Freaks.

I nani, le prostitute, i barboni, i travestiti, i giganti, gli essere umani più curiosi dagli anni '60 in poi furono i suoi soggetti preferiti, quell'America nascosta nei bassiofondi e nei motel da pochi dollari diventa protagonista, nonostante le numerose critiche negative dei borghesi, puritani e perbenisti.

Le sue opere sono esposte nei più importanti musei e anche un'altra donna importante nella cultura americana di quegli anni, Susan Sontag, si è molto interessata al suo lavoro come si coglie sul saggio "Sulla fotografia".
Ritrarre il dolore e la diversità senza dare l'idea del disagio al soggetto è uno dei suoi più grandi doni, poichè la paura, la vergogna e una forte sensazione di inadeguatezza vengono provate solo da chi guarda.
Anche Stanley Kubick trasse spunto dalle sue foto...chissà in quale film...

"Nothing is ever the same as they said it was. It's what I've never seen before that I recognize."
Diane Arbus
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