sabato, 30 settembre 2006

Tra poco in Italia uscirà il film "Fur - Ritratto immaginario di Diane Arbus" sono un po' curiosa di vedere come hanno reso e romanzato la vita di una delle più interessanti fotografe americane.

Diane Nemerov nacque nel 1923 da una famiglia molto agiata anche in un periodo difficile come il 1929, studiò arte ma si interessò alla fotografia quando diventò assistente del marito Allan Arbus con il quale aprì uno studio di fotografia di moda fino al 1959, anno in cui si separò.

Negli anni fu la voce dell'anima nera americana, a lei infatti piaceva ritrarre quegli esseri umani, quelle creature che il mondo voleva dimenticare o far finta che non esistessero.

I Freaks.

 

I nani, le prostitute, i barboni, i travestiti, i giganti, gli essere umani più curiosi dagli anni '60 in poi furono i suoi soggetti preferiti, quell'America nascosta nei bassiofondi e nei motel da pochi dollari diventa protagonista, nonostante le numerose critiche negative dei borghesi, puritani e perbenisti.

Le sue opere sono esposte nei più importanti musei e anche un'altra donna importante nella cultura americana di quegli anni, Susan Sontag, si è molto interessata al suo lavoro come si coglie sul saggio "Sulla fotografia".

Ritrarre il dolore e la diversità senza dare l'idea del disagio al soggetto è uno dei suoi più grandi doni, poichè la paura, la vergogna e una forte sensazione di inadeguatezza vengono provate solo da chi guarda.

Anche Stanley Kubick trasse spunto dalle sue foto...chissà in quale film...

 

 

 

 

"Nothing is ever the same as they said it was. It's what I've never seen before that I recognize."

Diane Arbus

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categoria:fotografia, kubrick, freaks, diane arbus
giovedì, 28 settembre 2006

Ieri ho sognato di mangiare Sushi (che non ho mai mangiato) e allora mi è venuto in mente di fare un paio di orecchini in Cernit a forma di sushi.Certo che inizia ad essere grave, anche nel sonno non penso altro che a mangiare.

Sempre ieri ho cenato con dell'ottimo cous cous (cucinato dal Musicante che mi stupisce ogni giorno di più).

E ieri l'altro sono andata alla mia prima lezione di..mi vergogno...ma mi piace...dan...non ce la faccio...

Chi oserà prendermi in giro lo ammazzo : )

postato da: niveaecannella alle ore 09:36 | Permalink | commenti (12)
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lunedì, 25 settembre 2006

Non guardo spesso la TV.

Anzi a dir la verità quasi mai, ma non per crogiolarmi in un finto assioma pseudo intellettuale, perchè fa una cifra figo dire che non si guarda la TV.

E' vero, i programmi televisivi sono mondezza, i presentatori e le ragazzine ben confezionate sono solamente specchietti per le allodole, ma c'è anche qualcosa di positivo, è poco lo ammetto ma ogni tanto spulciando qua e là c'è qualcosa di buono.

Da quando lavoro di notte riesco giusto a vedere l'inizio di qualche film e poi tutta la mattina e parte del pomeriggio dormo ma oggi sono riuscita a vederne un po' e mi sono troppo gasata guardando il nuovo, o almeno credo che sia nuovo, video degli Ok Go, eccentrica band americana che già mi aveva colpita con il precedente singolo "A million ways" e relativo videoclip ma quest'ultimo è davvero grandioso...

Ok GO "Here it goes again"

 

postato da: niveaecannella alle ore 20:00 | Permalink | commenti (9)
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sabato, 23 settembre 2006

"My love and I, we work well together
But often we're apart
Absence makes the heart lose weight, yeah,
Till love breaks down, love breaks down"

Negli anni '80 pur essendo davvero piccolina ascoltavo già tanta musica, ma certo non era facile come ora riuscire a trovare i dischi, si i dischi in vinile che ti facevi registrare in cassetta se non avevi i soldi per comprarli.

Allora mi mi guardavo Dee Jay Television e poi Videomusic iniziò le trasmissioni con il video di Lionel Richie "All night long" il 2 aprile del 1984...avevo 10 anni ma lo ricordo benissimo.

Avevo tanti gruppi preferiti oltre ai famosissimi Duran Duran e Spandau Ballet (io tenevo più per i secondi,molto, troppo New Romantic!).

Ovviamente gli Style Council del grande Paul Weller, i Curiosity Kill the Cat in un video dei quali appariva niente di meno che Andy Warhol, i Depeche Mode e davvero tanti altri.

I Cure,i Joy Division, Siouxes and the Banshees e compagni arrivarono più tardi nella mia vita, purtroppo non avevo alcun fratello o cugino maggiore dal quale farmi consigliare e allora sono stata un po' pioniera.

Amavo i gruppi a due voci, una maschile e una femminile tipo Cock Robin, Deacon blue e poi i più grandi: i Prefab Sprout.

Ricordo il video della sopra citata "When Love breaks down" di Patrick "Paddy" McAloon, il cantante, in canottiera e cappello, la chitarrista vocalist con l'aria spaurita e il pianoforte bianco pieno di foglie secche e colombe!!!!!!!!!Decadentismo puro!!!O trash, dipende dalle interpretazioni.

 

E' uscito un nuovo gruppo, nostalgico a mio parere, le loro atmosfere richiamano molto questi vecchi gruppi ormai dimenticati, riprendendo comunque ritmi decisamente indie più attuali.

Niente di esageratamente originale ma oltremodo piacevoli, loro sono i Captain e il loro nuovo album è "Welcome to Hazelville".

Il sito dei Captain.


 

postato da: niveaecannella alle ore 10:47 | Permalink | commenti (3)
categoria:musica anni 80, prefab sprout, captain
lunedì, 18 settembre 2006

Ieri ho passato una bellissima giornata in compagnia delle persone che amo in un meraviglioso posto in Abruzzo e tornata stanca morta dall'intensa gita sono svenuta sul letto alle 23.30 per poi risvegliarmi come un grillo alle 6 di questa mattina (si, purtroppo sono una di quelle persone a cui bastano quelle sei sette ore di sonno e guai a sforare eh!).

Quindi ho fatto già duemila cose e per ora mi rilasso ascoltando l'ultimo e credo l'unico album di un gruppo conosciuto solo sabato scorso: The Puppini Sisters

Una mia carissima amica mi ha parlato di questa Marcella Puppini che negli anni '90 si trasferisce da Bologna a Londra per studiare moda, entra a far parte del mondo musicale e artistico della metropoli inglese e finisce a lavorare nella Maison della grande stilista d'oltre manica Vivienne Westwood.

Ma la ragazza, che già in Italia aveva studiato pianoforte ed aveva vissuto in un ambiente fortemente influenzato dall'arte, lascia il suo lavoro per dedicarsi e assecondare la sua grande passione per la musica.

Uno dei suoi progetti è proprio quello delle Puppini Sisters, trio vocale che riprende alcuni grandi successi e li rielabora in perfetto stile anni '40.

La cover di Panic degli adorati Smiths è davvero divertente e il loro stile da Pin-Up decisamente attuale visto il ritorno in auge di questa sensuale figura femminile!

The Puppini Sisters

 

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categoria:the puppini sisters
sabato, 16 settembre 2006

Chiunque mi conosca sa benissimo che adoro cucinare (e ahimè anche mangiare) ultimamente mi sto specializzando in stuzzichini per aperitivi o antipasti e devo essere sincera a volte risulta difficile preparare qualcosa di carino da guardare e buono da mangiare ma ho scoperto di avere una certa fantasia e una capacità di adattamento che non è da tutti (tipo Mac Gyver che ti costruisce una bomba atomica con una gomma da masticare ciancicata e un temperino).

Non mi sto cimentando troppo in primi piatti perchè c'è chi lo fa per me e devo dire che avere un uomo che ti prepara un'ottima cena innaffiata sempre da un buon vino e accompagnata da un ottimo dessert da una soddisfazione e procura un piacere molto vicino a quello sessuale.

Grazie alla rivista Cucina Moderna ieri ho scoperto una nuova ricetta, i pomodori confit.

Una stupidaggine anche se un po' lunga da preparare perchè non serve altro che tagliare a metà i pomodorini , che però devono essere ben saporiti, privarli della polpa (con la quale si possono preparare altre cose) metterli su di una teglia e condirli con qualche pizzico di zucchero, sale, origano e un po' di olio.Metterli al forno per circa un'ora a 150 gradi.

Noi ieri li abbiamo aggiunti ai calamari freschi ma anche da soli sono squisiti!

Sulla riapertura dello Zoobar basta leggere i commenti del post precedente, comunque la parola "delusione" è riecheggiata spesso durante la serata.E non si merita un post anche perchè non voglio fargli pubblicità negativa, in fondo non è colpa loro se hanno dovuto lasciare lo stabile di Testaccio e si sono dovuti trovare un altro posto.

 

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categoria:captain, pomodori confit
venerdì, 15 settembre 2006
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giovedì, 14 settembre 2006

Questa notte al lavoro mi giravano, e anche pesantemente, poi sono tornata a casa e ho messo il dvd de  "I soliti Ignoti"... e mi è ritornato il buonumore!

I soliti ignoti1

postato da: niveaecannella alle ore 09:40 | Permalink | commenti (5)
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martedì, 12 settembre 2006

Una domenica di circa due anni fa mio padre e mia madre tornano da Frascati e trovano una fila interminabile sul Raccordo, proprio nelle vicinanze dell'uscita per l'Appia (all'uscita 23 c'è Quarto Miglio!!!),passando davanti a Capannelle scoprono che il grande caos di automobili è causato da una mostra di piccoli animali chiamata Cucciolandia.

Insomma arrivano a casa dopo un'ora e mezza (solitamente ci si mette dai venti ai trenta minuti).

Mio padre un po' incazzato, a dire il vero, dice questo:

"E certo che se a Roma facessero Merdalandia sarebbe pieno lo stesso!"

Papà dice che la gente pur di uscire di casa e stare lontana dalle proprie famiglie o dai propri coniugi e disposta ad uscire a fare qualsiasi stupidaggine le venga proposta, io invece ne faccio più una questione di moda e mode tipo...

"Fa figo andare alla Casa del Jazz (ma poi in effetti del Jazz non mi frega niente e faccio un'ora e mezza di fila per prendermi il kebab, chiacchiero e parlo al cellulare, disturbando chi invece è andato lì proprio per godersi il concerto, guarda un po'!) "

"Uh c'è l'inaugurazioine della casa del cinema!" Vedi sopra.

"Sai è uscito il film di quel regista mongolo, recitato in finlandese ma con i sottotitoli in serbo-croato devo subito correre al cinema per andarlo a vedere." Ma lui/lei non sa che lo danno in un cinema lontanissimo e lo proietteranno per soli tre giorni."Ah troppo lontano, mi sa che vado a vedermi Vacanze sul Nilo,ma mica perchè mi piace no no,solo perchè ormai è una tradizione" (!!!)Giuro che questa l'ho sentito dalle mie orecchie.

Non sono una snob ma spesso, quando voglio fare qualcosa di vagamente interessante, o divertente, o drammatico cazzo, evito perchè trovo file di persone che neanche sanno cosa stanno andando a vedere!

Mi piacerebbe conoscere altri esempi di Merdalandie.

 

 

 

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categoria:filosofia, merdalandia, cucciolandia
domenica, 10 settembre 2006

Venerdì 8 settembre "Frammenti" e "Bella Ciao" a Frascati

Finalmente riesco a vedere in quel di Villa Sciarra, Ascanio Celestini dal vivo.

Eh si perchè avevo ascoltato alcuni suoi lavori alla radio, poi in dvd, ma mai lo avevo sentito raccontare le sue, le nostre storie, dal vivo.

Come mi aspettavo è stato emozionante, divertente, pregno di spunti sui quali riflettere, mai banale, alla faccia di chi deve sempre stare a cavillare sul suo modo di fare un certo tipo di teatro. Io invito sempre a provare invece di stare solo a criticare!!!

Ascanio Celestini lo scoprì una notte alla radio mentre narrava le vicende di persone normali a contatto con vicende storiche e tragiche come, nel caso di "Radio Clandestina", le Fosse Ardeatine; poi in dvd  e sul suo sito, infine gli scrissi un'email perchè finalmente qualcuno aveva trovato il modo di tramandare la nostra memoria storica senza essere troppo serioso, noioso ma anzi riuscendo ad accattivarsi l'attenzione di un bambino come di un nonno.

Nella stessa serata anche Moni Ovadia racconta, leggendo il diario di un sopravvissuto al ghetto di Varsavia, accadimenti tragici intervallandoli con canzoni in yiddish...devo dire, però, che l'effetto è stato ben diverso, Ovadia benchè sia un personaggio eclettico e interessante sotto molti punti di vista, ha abusato un po' della pazienza del pubblico e non ha saputo dare continuità al clima del racconto precedente di Celestini che era accompagnato da tre bravi musicisti rendendo ancora più piacevole lo spettacolo.

Si è passati, quindi, da un racconto  in romanesco di eventi accaduti proprio nella nostra città, anzi nel quartiere accanto (in questo caso il Quadraro), alla rigida lettura di un diario di un uomo in una città lontana, interrotta da interminabili canzoni in una lingua incomprensibile non tradotta.

Sabato 9 La notte bianca a Roma

Saltando a pie' pari la polemica sulla scarsità di eventi davvero interessanti devo dire di aver fatto un "giro" davvero intelligente, non troppo stancante e molto, molto piacevole.

Io e il Musicante in preziosa compagnia siamo andati alla casa del Jazz.

Non tutti lo sanno ma questa villa di straordinaria bellezza , con un parco enorme e bellissimo è uno dei beni espropriati alla famigerata Banda della Magliana, che da casa privata è stata trasformata in un luogo di incontro per appassionati di musica Jazz.

Ieri sera è stato organizzato un tributo a Miles Davis, il grande trombettista americano, sul palco si sono alternati tre gruppi composti da grandi jazzisti italiani che hanno riproposto e rivisitato i suoi grandi successi.

Per me che non sono assolutamente una cultrice di questo raffinato genere musicale, l'ascolto è risultato quasi del tutto piacevole anche se come al solito (dando sempre più ragione alla filosofia di mio padre chiamata "Merdalandia" che spiegherò nel post seguente)è la folla intorno che ha creato confusione e fastidio.

Gli organizzatori dell'evento hanno avuto la bella idea di creare uno spazio gastronomico all'aperto vicino al palco in cui veniva venduto anche il kebab.

Risultato: una fila chilometrica di persone, chiacchiericcio ignorante, passeggiate e soste per telefonare davanti a chi invece voleva nutrirsi solo ed esclusivamente di buona musica.

Ma sapete com'è il posto fa molto"fighetto" e l'interesse principale era solo quello di riempire la pancia con carne alla mediorientale; da qui la denominazione "Casbah del Jazz".

Poi una passeggiata, e oserei dire una mangiata, alla festa di Liberazione e la bellissima vista, anche se da lontano, del gazometro illuminato che ora è stato rinominato Luxometro.

 

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categoria:moni ovadia, ascanio celestini, notte bianca, luxometro, casa del jazz, miles davies
martedì, 05 settembre 2006

Ci sono canzoni che sembrano romantiche, dolci, ti accarezzano piano e poi ti straniscono perchè inizi a capire il testo e ti ricordi di due anni fa attaccata alla TV, incredula di quello che stava accadendo.

Questa canzone dall'incedere calmo e tranquillo ricorda uno degli eventi che più mi ha colpito negli ultimi anni, perchè quando sento parlare di soprusi su bambini si, divento una lupa, ma rabbiosa. 

Quale uomo può sparare alle spalle di un bambino?

Paul Weller

Savages 

You're savages, he knows you are..
do you not think that god is looking down?
on you savages.. the children run, to mothers
you put bullets in their backs
ah cowards, can you not see
do you not think that love is coming down?

you have no gods, they have all disowned you,
you have no love, so you take it out on,
people's lives in progress,
that's what keeps you going when you're savages

savages, you can dress it up,
give it a name and a fancy uniform
and a flag to fly to hide behind,
can you not see the truth that's on the ground

you have no love,
it has all gone cold on you,
you never have, so you take it out on
those whose love is growing,
that's what you hate most, when you're savages

do you not see the love is coming down?

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categoria:beslan, paul weller, savages
domenica, 03 settembre 2006

Nei miei viaggi notturni (con Google Earth, ahimè) mi imbatto in posti conosciuti e battuti, luoghi desiderati e mai visitati, terre lontane, fredde, oppure caldissime e tropicali, monumenti celebri, fari, la mia casa, la Sua casa, Gemona, Londra, Parigi, Praga, Ushuaia, Bilbao, il laghetto di Villa Ada, e l'Eur... Perchè proprio un quartiere così vicino al mio?Non so così per vedere dall'alto il palazzo in cui abita una mia amica, quello davanti alla Fiera di Roma che dicono sia stato costruito a forma di M (la M di Mussolini eggià) e invece il mio occhio cade su questa piscina, questo disegno, quel quadro...voglio conoscere il genio che l'ha ideata!

Mi pare ci sia una vaga somiglianza...

(Henri Matisse, Jazz, 1947)

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categoria:foto, jazz, matisse