Venerdì 8 settembre "Frammenti" e "Bella Ciao" a Frascati
Finalmente riesco a vedere in quel di Villa Sciarra, Ascanio Celestini dal vivo.
Eh si perchè avevo ascoltato alcuni suoi lavori alla radio, poi in dvd, ma mai lo avevo sentito raccontare le sue, le nostre storie, dal vivo.
Come mi aspettavo è stato emozionante, divertente, pregno di spunti sui quali riflettere, mai banale, alla faccia di chi deve sempre stare a cavillare sul suo modo di fare un certo tipo di teatro. Io invito sempre a provare invece di stare solo a criticare!!!
Ascanio Celestini lo scoprì una notte alla radio mentre narrava le vicende di persone normali a contatto con vicende storiche e tragiche come, nel caso di "Radio Clandestina", le Fosse Ardeatine; poi in dvd e sul suo sito, infine gli scrissi un'email perchè finalmente qualcuno aveva trovato il modo di tramandare la nostra memoria storica senza essere troppo serioso, noioso ma anzi riuscendo ad accattivarsi l'attenzione di un bambino come di un nonno.
Nella stessa serata anche Moni Ovadia racconta, leggendo il diario di un sopravvissuto al ghetto di Varsavia, accadimenti tragici intervallandoli con canzoni in yiddish...devo dire, però, che l'effetto è stato ben diverso, Ovadia benchè sia un personaggio eclettico e interessante sotto molti punti di vista, ha abusato un po' della pazienza del pubblico e non ha saputo dare continuità al clima del racconto precedente di Celestini che era accompagnato da tre bravi musicisti rendendo ancora più piacevole lo spettacolo.
Si è passati, quindi, da un racconto in romanesco di eventi accaduti proprio nella nostra città, anzi nel quartiere accanto (in questo caso il Quadraro), alla rigida lettura di un diario di un uomo in una città lontana, interrotta da interminabili canzoni in una lingua incomprensibile non tradotta.
Sabato 9 La notte bianca a Roma
Saltando a pie' pari la polemica sulla scarsità di eventi davvero interessanti devo dire di aver fatto un "giro" davvero intelligente, non troppo stancante e molto, molto piacevole.
Io e il Musicante in preziosa compagnia siamo andati alla casa del Jazz.

Non tutti lo sanno ma questa villa di straordinaria bellezza , con un parco enorme e bellissimo è uno dei beni espropriati alla famigerata Banda della Magliana, che da casa privata è stata trasformata in un luogo di incontro per appassionati di musica Jazz.
Ieri sera è stato organizzato un tributo a Miles Davis, il grande trombettista americano, sul palco si sono alternati tre gruppi composti da grandi jazzisti italiani che hanno riproposto e rivisitato i suoi grandi successi.
Per me che non sono assolutamente una cultrice di questo raffinato genere musicale, l'ascolto è risultato quasi del tutto piacevole anche se come al solito (dando sempre più ragione alla filosofia di mio padre chiamata "Merdalandia" che spiegherò nel post seguente)è la folla intorno che ha creato confusione e fastidio.
Gli organizzatori dell'evento hanno avuto la bella idea di creare uno spazio gastronomico all'aperto vicino al palco in cui veniva venduto anche il kebab.
Risultato: una fila chilometrica di persone, chiacchiericcio ignorante, passeggiate e soste per telefonare davanti a chi invece voleva nutrirsi solo ed esclusivamente di buona musica.
Ma sapete com'è il posto fa molto"fighetto" e l'interesse principale era solo quello di riempire la pancia con carne alla mediorientale; da qui la denominazione "Casbah del Jazz".
Poi una passeggiata, e oserei dire una mangiata, alla festa di Liberazione e la bellissima vista, anche se da lontano, del gazometro illuminato che ora è stato rinominato Luxometro.
